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mercoledì 16 giugno 2010

Lo svizzero... Fernades sorprende le Furie Rosse: Spagna sconfitta di misura all’esordio


A Durban si materializza la prima vera sorpresa di Sud Africa 2010. La Spagna Campione d’Europa perde all’esordio con la Svizzera al termine di una gara dove l’ubriacante, ma sterile manovra iberica ha dovuto fare i conti con l’organizzazione difensiva degli elvetici. Finisce 0-1, grazie al gol realizzato ad inizio ripresa da Fernandes, centrocampista svizzero col cognome, guarda caso, da spagnolo.

Nel corso della prima frazione la nazionale di Del Bosque fa la partita, prova ad aggirare la retroguardia rossocrociata, ma senza trovare varchi per poter fare male.

Ad inizio ripresa poi ecco il rocambolesco vantaggio della Svizzera: su rinvio di Benaglio, Derdiyok si trova davanti a Casillas. Sul rimpallo seguente il centrale del Machester United Pique non riesce ad allontanare la sfera, quindi interviene Fernandes che da due passi insacca di destro.

La Spagna accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi. Del Bosque prova ad inserire Jesus Navas al posto di uno spento David Silva. Xabi Alonso colpisce la traversa intorno al ventesimo, quindi è ancora la Svizzera ad andare vicinissima al raddoppio con l’attaccante del Bayer Leverkusen Derdiyok che dopo una bella azione personale, nella quale ha portato a spasso l’intera retroguardia iberica, colpisce il palo alla sinistra di Casillas con un tocco d’esterno destro.

Nel finale, inutile il forcing delle Furie Rosse: dopo cinque minuti e mezzo di recupero la Svizzera può alzare le braccia al cielo e credere un po’ di più nella qualificazione. Per la Spagna un duro colpo da incassare.

| supporto tecnico: Fuorimercato |

domenica 13 giugno 2010

La Germania cala il poker: Australia annichilita


Una vittoria netta, rotonda, che non lascia adito a ulteriori interpretazioni. A Durban la Germania, snobbata tra le grandi storiche del campionato del mondo, rifila un altisonante 4-0 all’Australia, apparsa fuori condizioni e priva d’idee, neppure lontana parente della squadra che aveva fatto sudare le cosidette sette camicie agli azzurri negli ottavi di finale del 2006. Podolski, Klose, Muller e Cacau hanno impresso il loro nome sul tabellino dell’incontro, sbaragliando i “canguri” senza troppa fatica e lanciando un segnale chiaro alle dirette concorrenti: “in questo mondiale ci siamo anche noi”.

E dire che l’Australia era partita benissimo, sfiorando il vantaggio nei primissimi minuti con Garcia. Poi solo Germania. Un dominio assoluto, da parte di una squadra rigenerata dai tanti giovani schierati in campo da Loew. Una squadra forte fisicamente, ma capace di mettere in mostra un calcio divertente ed efficace: ecco in una parola una squadra concreta. Personalmente, preferivo la Germania dei Beckembauer, dei Rumenigge, dei Littbarski e dei Matthaus: addirittura meglio ancora la Germania Ovest di quella unificata. Ma sia ben chiaro, il mio non è un pensiero politico contrario alle multietnie, ma solo un sentimento nostalgico legato ad un calcio che ho imparato ad amare da bambino, giocando alle figurine e al subbutteo, quando di stranieri in campo se ne poteva schierare soltanto tre e il portiere poteva prendere il pallone con le mani su retropassaggio del proprio difensore.

Detto questo, la superiorità della Germania sull’Australia è stata schiacciante, a tratti entusiasmante. I tedeschi raggiungono così il Ghana in testa al girone D e, anche se è ancora presto per dirlo, forse questo mondiale ha una protagonista inattesa in più.


| supporto tecnico: Fuorimercato |