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martedì 8 luglio 2008

Euro '08, Spagna campione, Germania ko


Scusate il ritardo, ma mi sono preso dieci giorni di vacanza...

La Spagna nel frattempo è diventata Campione d'Europa, superando in finale la Germania. Vittoria di misura, ma che ha legittimato il bel calcio espresso dalla formazione di Aragones in questa manifestazione.

E' bastato un gol del "Nino", Fernando Torres, a piegare la Germania di Loew. Inutili i tentativi sterili dei tedeschi per provare a rientrare in partita.

La Spagna vince gli Europei con merito e può dunque festeggiare.

A noi italiani, resta la magra consolazione di essere stati eliminati ai rigori dalla squadra che si è poi laureata campione.

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sabato 14 giugno 2008

Euro '08, Villa beffa la Svezia nel recupero


Un gol di David Villa al 92' permette alla Spagna di battere la Svezia per due reti a uno e di accedere così ai quarti di finale come squadra prima classificata del gruppo D. Siglando il gol decisivo, che ha permesso alla formazione di Aragones d'imporsi sugli scandinavi, Villa sale a quota quattro gol, confermandosi capocannoniere dell'Europeo. Nel primo tempo, le Furie Rosse si erano portate in vantaggio con Fernando Torres, per poi essere raggiunti da Zlatan Ibrahimovic.

Dopo Portogallo e Olanda, un'altra candidata alla vittoria finale accede ai quarti di finale, mantenendo i pronostici della vigilia.

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martedì 10 giugno 2008

Euro '08, Villa mata la Russia: 4-1


Una buona Russia non basta a fermare le Furie Rosse di Aragones. La Spagna s'impone con un perentorio 4-1, grazie alla tripletta realizzata dal bomber del Valencia David Villa e al centro di Cesc Fabregas. L'uno a zero è merito di una giocata del "Nino" Torres, che salta due avversari sulla corsia di sinistra, entra in area e consegna al compagno di reparto una palla d'oro, da spingere in rete a porta vuota. La Russia prova a reagire, ma un palo e la coriacea retroguardia spagnola fermano gli assalti degli ex sovietici. Poco prima dell'intervallo arriva il raddoppio, che di fatto mette la parola fine all'incontro. Iniesta lavora una gran palla in mezzo al campo e serve un pallone filtrante a Villa, che di prima intenzione batte l'estremo difensore russo, infilandolo sotto le gambe. Nella ripresa, inutili i tentativi dei russi di riequilibrare l'incontro: è ancora la Spagna in contropiede a trovare la via della rete, per la tripletta personale di Villa. La Russia accorcia le distanze con Pavlychenko e spreca l'occasione del possibile 3-2, quindi è il centrocampista dell'Arsenal a chiudere definitivamente i giochi. Gli uomini di Aragones si confermano tra le formazioni favorite alla vittoria finale, la Russia gioca bene a tratti, ma paga l'inesperienza di alcuni suoi uomini a livello internazionale.

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giovedì 1 maggio 2008

Champions, a Mosca ci va il Chelsea


A Mosca, a giocarsela con il Manchester United come in Premier League, ci va il Chelsea di Avram Grant. A Stamford Bridge i Blues hanno superato il Liverpool per 3-2, dopo l'1-1 acciuffato in extremis e in maniera fortunosa nella gara d'andata ad Anfield Road. Gara vibrante e ricca di emozioni, quella del ritorno. A passare in vantaggio per prima è proprio la formazione di casa: Kalou calcia forte verso la porta di Reina, che respinge in tuffo, ma sulla ribattuta l'ivoriano Drogba è in agguato e lascia partire una staffilata che s'insacca. I tifosi dei Blues esplodono. Nel frattempo, fra i Reds era entrato Hyppya al posto del Scherkel.
Il Liverpool non demorde. Va al riposo, riordina le idee e ad inizio ripresa trova il gol del pareggio con El Nino Torres, abile a concretizzare un passaggio filtrante dell'israeliano Benayoun. Le squadre si fronteggiano ad armi pari, cercando di colpire, ma sopratutto attente a nopn scoprirsi troppo. Si va ai supplementari. Pronti via ed Essien va nuovamente a segno, con una bordata dal limite dell'area. Stamford è nuovamente una boglia, ma Rosetti annulla per posizione di fuorigioco di ben quattro giocatori locali, posizionati nel cono visivo di Reina. Sempre parità. Ma il Chelsea preme. Passano pochi minuti e Hyppya aggancia in area Ballack. Rosetti è nuovamente lì, a due passi, e non esita un istante ad assegnare il rigore. Dal dischetto si presenta Frank Lampard. Il centrocampista è visibilmente teso. Da pochi giorni ha perso la madre, per una polmonite. Una madre che aveva un rapporto speciale con il figlio, che seguiva passo passo nel compiersi della sua carriera, anche in trasferta. Frank resta freddo e spiazza Reina. Poi corre verso i tifosi Blues, cerca la fascetta del lutto e la bacia, in lacrime. Tornando verso il centro del campo, cerca con lo sguardo il padre, anche lui ex calciatore, e gli manda un bacio. Si torna a giocare, il Liverpool accusa il colpo, ma prova a non mollare. La doccia fredda arriva nel secondo tempo supplementare, quando ancora Drogba chiude i conti, con una nuova bordata di destro, che Reina non ha neppure il tempo di veder partire. Tre a uno, sembra finita. Alla fine dei conti lo sarà, ma il Liverpool vuole provarci sino alla fine e quanto meno uscire a testa alta. E se i Reds non compiono l'impresa è forse anche colpa di alcune decisioni di Rosetti, quantomeno discutibili. Hyppya si porta in avanti e in un'azione concitata viene atterrato da Drogba in area. A ruoli invertiti, il finlandese e l'ivoriano sono ancora protagonisti. Anche questa volta l'arbitro italiano è ben posizionato, ma lascia correre, non giudicando l'intervento dell'attaccante del Chelsea sanzionabile con il penalty. Sarà. Benitez si gioca la carta Babel, richiamando in panchina Fernando Torres. Grant risponde mandando in campo Shevchenko. L'olandese del Liverpool va subito a segno, firmando il definitivo 3-2. Al Liverpool non basta, serviva ancora un gol. In finale va il Chelsea, che se la vedrà con i Red Devils, come nel massimo campionato britannico.

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mercoledì 9 aprile 2008

Champions', Chelsea e Liverpool in semifinale


Rispettato ogni pronostico. Nonostante la sconfitta patita ad Istambul all'andata, il Chelsea di Avram Grant ha domato il Fenerbache per due reti a zero a Londra, con le reti del tedesco Ballack in avvio di partita e con il sigillo finale di Lampard, che sulla linea di porta ha spinto in rete un delizioso assist servito dal ghanese Essien.

Ad Anfield il Liverpool ha dato vita ad uno strepitoso match con l'Arsenal. Alla fine i Reds dello spagnolo Benitez si sono imposti per quattro reti a due, ottenendo così il semaforo verde per la semifinale, dove incontreranno proprio i connazionali del Chelsea.
Gara vibrante, con i londinesi che si portano per primi in vantaggio con Diaby. Il Liverpool accusa il colpo, ma cerca di riorganizzarsi ed intorno alla mezz'ora trova il momentaneo pareggio con un perentorio stacco di testa del finlandese Hippya.
La ripresa vede i Reds partire subito forte, alla ricerca del gol qualificazione. Intorno al 60' ecco la perla del Nino Torres che controlla un bel pallone sul lato corto dell'area di rigore alla destra di Almunia, evita la marcatura dello svizzero Senderos e scarica un destro violentissimo che s'insacca sotto l'incrocio dei pali. L'estremo difensore dell'Arsenal non accenna neppure la parata, può solo ammirare il gesto tecnico del forte attaccante spagnolo, che poi corre ad esultare sotto la Kop (la curva dei tifosi del Liverpool) e va giù, scivolando sulle ginocchia come un torero.
Anfield è una bolgia, la qualificicazione è in pugno. Sembra fatta, ma Wenger gioca il tutto per tutto. Manda in campo il giovane talento Teo Walcott e l'olandese Van Persie, al posto di Ebuè e Diaby. Subito dopo Adebayor si mangia un gol, ma i Gunners sanno che devono provarci fino al termine. Benitez toglie Crouch per Babel, con l'intento di coprirsi. A cinque minuti dallo scadere, proprio il neoentrato Walcott s'inventa una fuga dalla propria area di rigore sino a quella avversaria, evitando i ritorni di marcatura degli avversari. Giunto in area serve al centro un invitante rasoterra ad Adebayor che si fa perdonare l'errore commesso qualche istante prima e trafigge con un piattone a fil di palo Reina. A questo punto Anfield è gelato. L'Arsenal con il due a due si qualificherebbe. E' giusto usare il condizionale, perchè non è finita. Palla al centro e Liverpoll di nuovo tutto in avanti: azione perentoria dell'olandese Babel sulla sinistra, Tourè l'ostacola in area, Babel va a terra. Per l'arbitro è calcio di rigore: umori contrastanti, sull'altalena. Ora sono i giocatori dell'Arsenal a disperarsi e ad avere le mani nei capelli. Giocatori e tifosi del Liverpool trattengono il fiato, in attesa che capitan Gerrard batta la massima punizione dagli undici metri. Il buon vecchio Steven si prende le responsabilità da capitano e scaglia un violento destro sotto la traversa, battendo Almunia e facendo esplodere lo stadio. Inutili gli assalti finali dei londinesi, nel recupero Babel scatta in contropiede, resiste al ritorno di Fabregas e infila Almunia per la quarta volta, chiudendo il discorso qualficazione. Tre partite in tre giorni fra campionato e Champions League per Liverpool ed Arsenal, ma alla terza è stato spettacolo vero. Che partita!

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domenica 30 marzo 2008

Premier League, tonfo del Tottenham


Il Newcastle sbanca a sorpresa, ma con autorità White Hart Lane. Gli Spurs sono letteralmente travolti da Owen e compagni, che alla fine riescono ad imporsi per quattro reti a uno, ribaltando il momentaneo svantaggio iniziale. Viance a fatica con il Middlesbrough il Chelsea, grazie ad un colpo di testa di Carvalho, che tiene in corsa i Blues di Avram Grant nella corsa al titolo. Il Liverpool si aggiudica il derby con l'Everton, sfruttando uno spunto personale di Fernando Torres. In attesa di affrontare l'Arsenal nel derby di Champions, gli uomini di Benitez possono brindare al successo nella stracittadina.

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